Come nascondere una vecchia cicatrice da trapianto strip con la FUE

Chi si è sottoposto a un trapianto di capelli con la vecchia tecnica strip (FUT) anni fa convive spesso con un problema poco raccontato: una cicatrice lineare nella zona donatrice, sulla nuca. Finché i capelli restano lunghi non si vede, ma basta accorciarli per scoprire una riga priva di peli che tradisce l’intervento. La buona notizia è che oggi, con la tecnica FUE, è possibile camuffarla in modo molto efficace. Vediamo come.

Perché la tecnica strip lascia una cicatrice lineare

La FUT (Follicular Unit Transplantation), nota come tecnica strip, prevede l’asportazione di una striscia di cuoio capelluto dalla zona donatrice, da cui vengono poi isolate le unità follicolari. La sutura dei due margini genera inevitabilmente una cicatrice lineare orizzontale, che corre da un orecchio all’altro lungo la nuca. La sua larghezza dipende dalla tensione della sutura, dalla tecnica del chirurgo e dalla capacità di guarigione individuale: in alcuni casi resta sottile, in altri si allarga (cicatrice diastasata) diventando molto evidente.

Perché si nota così tanto

Sul tessuto cicatriziale, di norma, i capelli non crescono: la riga appare quindi come una banda glabra e lucida in contrasto con i capelli circostanti. Il problema diventa critico per chi desidera portare i capelli rasati o molto corti, una scelta sempre più comune, che però mette completamente a nudo l’esito della vecchia strip.

La FUE per camuffare la cicatrice

La soluzione più richiesta consiste nell’impiantare singole unità follicolari direttamente dentro e attorno alla cicatrice con la tecnica FUE, che preleva i follicoli uno a uno senza lasciare a sua volta alcun segno lineare. I capelli trapiantati nel tessuto cicatriziale, una volta attecchiti, crescono attraverso la cicatrice e ne spezzano la continuità, rendendola di fatto invisibile anche con i capelli corti. È un intervento di precisione: lo trovi descritto nella pagina dedicata al trapianto di capelli su cicatrice.

Va detto con onestà che il tessuto cicatriziale è meno vascolarizzato della cute sana: l’attecchimento dei follicoli è perciò mediamente inferiore rispetto a un’area normale, e in alcuni casi serve una seconda seduta di infoltimento per raggiungere una densità soddisfacente. È un dettaglio importante da chiarire in fase di valutazione, per avere aspettative realistiche.

Quando la cicatrice va prima trattata

Se la cicatrice è particolarmente larga, ispessita o rilevata, impiantare follicoli direttamente potrebbe non dare un buon risultato. In questi casi è preferibile ridurre o assottigliare prima la cicatrice e solo successivamente procedere con la FUE. La micro chirurgia estetica delle cicatrici permette di migliorare la qualità del tessuto cicatriziale, creando una base più favorevole all’attecchimento dei follicoli trapiantati.

Alternative e trattamenti complementari

Quando la zona donatrice è troppo impoverita per fornire follicoli a sufficienza, o come complemento alla FUE, si può ricorrere alla tricopigmentazione (SMP): un trucco permanente che simula la presenza di micro-capelli rasati e maschera otticamente la cicatrice. Spesso il risultato migliore nasce dalla combinazione delle tecniche, valutata caso per caso.

Quanto costa

Il prezzo dipende dall’estensione della cicatrice, dal numero di follicoli necessari e dall’eventuale trattamento preliminare. Trattandosi di un’area limitata, il costo è in genere inferiore a quello di un trapianto completo: una stima dei costi del trapianto su cicatrice è disponibile nella relativa tabella, fermo restando che solo una valutazione diretta consente un preventivo preciso.

Domande frequenti

I capelli trapiantati nella cicatrice ricrescono davvero?

Sì, anche se con una percentuale di attecchimento mediamente più bassa rispetto al cuoio capelluto sano, a causa della minore vascolarizzazione del tessuto cicatriziale. Per questo a volte è prevista una seconda seduta.

La FUE lascia anch’essa cicatrici?

No, non cicatrici lineari. La FUE preleva i follicoli singolarmente lasciando micro-punti puntiformi che, una volta guariti, risultano impercettibili anche con capelli corti.

Posso correggere la cicatrice se la zona donatrice è già povera?

In quel caso si valutano fonti donatrici alternative o si privilegia la tricopigmentazione. È uno degli aspetti che il chirurgo verifica durante la visita.

Il primo passo è sempre una valutazione specialistica della cicatrice e della zona donatrice: solo l’esame diretto permette di stabilire se la FUE è indicata, se serve un trattamento preliminare e quale risultato è realistico attendersi.